L’Ultimo Uomo.

Gigi Buffon ha chiuso la sua carriera in azzurro con 175 presenze e, come scrive Matteo Gatto su L’Ultimo Uomo, “a  spanne, un migliaio di parate“. Qui sotto, Gatto descrive quello che, con ogni probabilità, rappresenta il capolavoro di questo monumento del calcio.

Seconda partita in azzurro, a 20 anni, dopo l’esordio dell’anno prima a Mosca, nello spareggio per andare a Francia ‘98. La deviazione del paraguaiano, da tre metri, forte, alta, in genere è uno di quei gol in cui durante il replay il commentatore dice, tra le altre cose, “incolpevole il portiere” o anche “il portiere qui non poteva farci davvero niente”. Il miracolo per definizione è un fatto che va oltre il prevedibile e le possibilità dell’azione umana, e rappresenta l’ultimo livello di incredibilità di un evento. Per questo la somma di due o più miracoli dà sempre come risultato un miracolo solo. Eppure questa parata sono tre miracoli successivi. Il primo: Buffon è già lì, in tuffo, sincronizzato con quel che sta accadendo. Le sue gambe hanno iniziato a spingere nel momento in cui è partito il pallone e nella direzione in cui il pallone andrà. Il secondo miracolo: dai primi centimetri percorsi dalla sfera, Buffon ne deduce l’intera traiettoria. Lo fa in un tempo così breve che misurarlo non ha senso, perché il cervello umano non è in grado di concepirlo (la differenza tra un centesimo e un millesimo di secondo esiste solo nella teoria e sui nostri strumenti, non nella nostra testa). Terzo miracolo: sulla base di quel calcolo, Buffon riassetta in volo la parte superiore del corpo, così da consentire al suo braccio sinistro di muoversi nella direzione opposta a quella in cui la gravità lo sta tirando e portare la sua mano a essere tesa e forte proprio lì, proprio in quel momento. Tira via il pallone dalla porta come se lo estraesse con un cucchiaio“.

Io stavo svolgendo il servizio civile a Mantova, in quel periodo, e la sera del 22 aprile 1998 ero in un bar di Gonzaga, vicino alla “città dei tre laghi”, a godere di questo spettacolo magnifico. E voi?

 

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