Mondiali Antirazzisti, Balotelli: “Denunciamo le discriminazioni”

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Purtroppo anche nello sport che amiamo, il calcio, il razzismo è presente. L’Italia non è un Paese razzista, ma i razzisti ci sono. Compito di tutti è isolare queste persone, rendere ridicolo il loro pensiero medievale. Dobbiamo attivarci in prima persona, denunciare ogni forma di discriminazione a cui assistiamo o di cui siamo vittime”. Questo è il messaggio con cui, in video, Mario Balotelli ha aperto la conferenza stampa dei Mondiali Antirazzisti, la festa Uisp contro tutte le discriminazioni, giunta alla edizione numero 22 e presentata oggi, 28 giugno, a Bologna nella sede della Uisp Emilia-Romagna.
Io sono italiano -ha proseguito Super Mario- sono nato qui da genitori ghanesi e mi ci sento al cento per cento. Ma per la legge lo sono diventato solo a 18 anni. Chi mi vuole vedere nero lo fa perché vuole vedere solo il diverso. Per questo dobbiamo essere pronti a denunciare ogni forma di discriminazione a cui assistiamo. Siamo tutti uguali. E i miei figli lo racconteranno ai miei nipoti“.
Primo appuntamento di questi Mondiali alternativi il 4 luglio alle 10, nella simbolica “piazza Antirazzista” di Bosco Albergati. Più di sessanta i paesi rappresentati, pur senza squadra divise per nazione. Il melting pot è la parola d’ordine. “Quest’anno, però, – commenta Carlo Balestri, che con Uisp organizza l’evento – abbiamo dovuto contare un dimezzamento netto delle squadre formate da rifugiati. Nel 2016 erano 25. Nel 2017, 42. Quest’anno solo 21. È il sintomo di una paura che le cooperative che lavorano per loro manifestano da tempo: in questo clima politico, c’è paura a mostrarsi, a dire quello che si fa per i più deboli e per i loro diritti. Ma questo non rovinerà la nostra festa“.
140 squadre in campo, il 62% delle quali sarà misto per sesso e provenienza. Saranno 10 quelle composte da gruppi ultras, i protagonisti originari della manifestazione, che rifiutano lo stereotipo razzista e violento delle tifoserie.
Un occhio speciale alle regole con cui squadre così diverse si affrontano: non ci sono arbitri, i match (due tempi da 10 minuti) sono autogestiti. “Nel calcio giocato ai Mondiali -sottolinea Balestri- ci divertiamo a sperimentare, per alzare il livello dell’integrazione. Quest’anno abbiamo introdotto la regola per cui, quando una squadra è sotto di due gol, può inserire un altro giocatore, senza sostituire nessuno. Di certo non è divertente per una squadra forte doversi frenare, così come non è divertente per un squadra ‘materasso’ prendersi valanghe di gol. Così alziamo la difficoltà per quelli bravi, limitandola per i più deboli, e lo sport diventa per tutti”.
Fondamentale anche la valorizzazione delle donne nello sport, come ha ricordato Katia Serra, responsabile del calcio femminile nell’Associazione Italiana Calciatori: “Con orgoglio giocherò ai Mondiali Antirazzisti in quel 62% di squadre miste. Come Aic lo riteniamo un segnale importante per il mondo del calcio, solitamente declinato solo al maschile. Il calcio è uno sport che aiuta a costruire la personalità. Crediamo in questo valore educativo per le giocatrici e i giocatori di domani, che sono in primis dei cittadini”.

(Immagine: la splendida Euro doppietta di Balotelli alla Germania compie oggi sei anni)

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