“In Russia, c’è equilibrio. E noi rosichiamo”

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Marcello Lippi ha rilasciato una lunga intervista a Fabio Licari della Gazzetta dello Sport. Tra le altre cose, il ct campione del Mondo 2006 parla del rimpianto per un’Italia che, in questo torneo iridato, avrebbe potuto fare bene:

Cosa succede nel calcio di oggi? Due cose. Intanto, quando ti chiedi come faccia una squadra piccola ad arrivare così lontano, dimentichi che quindici-sedici dei suoi giocatori sono in Inghilterra, in Spagna, in Italia: quindi imparano stili avanzati e hanno livelli di gioco europei. Poi ho visto tensione e preoccupazione negli occhi dei big e delle grandi, paura di non rispettare le aspettative. Ecco perché la nazionali storiche soffrono e non ci sono più le squadre su cui si passeggia. (Questo) aumenta i rimpianti per l’Italia, (che) avrebbe fatto bene, perché comunque ha qualità. Sull’eliminazione con la Svezia si possono fare mille riflessioni: in quasi 90 anni abbiamo fallito la qualificazione due volte, ma abbiamo pur sempre vinto quattro Mondiali, perdendone uno ai rigori. E per il futuro ci sono giovani validi e un tecnico come Mancini che può fare cose importanti. Certo, ora rosichiamo. Come la Germania. Ho scoperto che dal 2006 le campioni, anche noi purtroppo, escono al primo turno. Nel nome dell’equilibrio“.

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