Agostino Di Bartolomei, capitano estraneo

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La storia di Agostino Di Bartolomei è nota agli appassionati, soprattutto romani. Io, però, non conoscevo alcuni fatti di cui parla Gianni Cerasuolo, in un pezzo su Succedeoggi.it. Per esempio, in un Roma-Milan subito dopo il passaggio in rossonero dell’ex capitano, “Ciccio Graziani (…) gli mollò un pugno a fine partita perché, secondo lui, aveva scalciato Bruno Conti. Ancelotti qualche tempo dopo disse: «Lui ci rimase malissimo per quella accoglienza, si aspettava cose diverse». Conti fu molto acido, quasi cattivo: «Non è vero, come qualcuno ha scritto, che sono amico di Di Bartolomei. E poi in campo mi ha detto un paio di frasi che non mi sono piaciute… Comunque lui ha amici che contano. Nel Milan continua a giocare come nella Roma: tranquillo, pulito, senza mai uscire dal campo sudato. Ed era sempre il migliore di noi…»“. Questo il trattamento ricevuto da parte di due colonne dell’Italia campione del mondo. Sempre secondo Cerasuolo, Di Bartolomei “(a Roma) fu bersagliato dalla critica che gli rimproverava di essere troppo lento. Questo è stato un po’ il suo limite che probabilmente ha inciso anche nelle considerazioni di altri tecnici: Bearzot non lo prese mai in considerazione, non lo portò in Spagna nell’82, eppure Agostino era al massimo, un anno dopo avrebbe vinto lo scudetto. (…) A Ferrajolo (del Corriere dello Sport), Di Bartolomei rivelò: «Mi sono arreso: calcisticamente non sono un fulmine anzi sono lento. Ma sapeste quello che ho fatto: per anni mi sono applicato con ostinazione. Alla fine ho capito che veloci si nasce, non si diventa»“. Sembra che avesse un legami più stretto con altri due giallorossi poco fortunati in Nazionale: “(…) Aveva pochissimi amici in squadra: il portiere Tancredi, Pruzzo che, quando si trasferì a Roma, andò per un periodo ad abitare da lui. «No, non c’è un compagno cui sia particolarmente legato. Il calcio è spietato, non è tutto oro». Un’altra volta disse con amarezza: «Il calcio è disumano soprattutto quando non gli servi più»“. Peccato, davvero.


(Immagine: Di Bartolomei con la maglia della Under 21, contro l’Unione Sovietica)

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