Le cambiali di Tavecchio

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Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, è dotato di un talento rarissimo: è in grado di coniugare numeri e sentimenti. Soprattutto, è un “esperto” capace di renderci quegli stessi numeri meno alieni, nonostante l’assiroburocratese dal quale deve tradurli.


Vorrei citare un breve (e terribile) brano del suo “La fine del calcio italiano” (Feltrinelli), un ritratto spietato delle miserie del pallone nazionale:


“(Nel marzo 2015) Il calcio italiano appare irrimediabilmente spaccato. Da una parte bianconeri e giallorossi. Dall’altra i club legati a Infront, sotto l’egida di Galliani e Lotito. Una maggioranza sotto il cui ombrello c’è anche il neopresidente della Figc Carlo Tavecchio (“un uomo che ha molte cambiali da pagare”, secondo la definizione del presidente del Coni Giovanni Malagò), eletto grazie ai servigi diplomatici del patron laziale e ai voti dei club della scuderia di Bogarelli“.


Il lato brutto, orribile, della politica.


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