FIGC, che accadrà il 22 ottobre?


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(Immagine Sky.it, da sinistra: Cosimo Sibilia, Gabriele Gravina, Damiano Tommasi)


Come forse saprete, adesso è ufficiale: il 22 ottobre la Figc avrà un nuovo presidente e una nuova governance. Sarà una rivoluzione: Giancarlo Abete, scelto come presidente dai 4 ribelli (Sibilia, Gravina, Tommasi e Nicchi), non è ricandidabile, e non lo sarebbero stati nemmeno Matarrese e Carraro (è la legge n.8 del 2018, la mannaia sui limiti di mandati -massimo tre- che avrà conseguenze anche in Giunta Coni). Fulvio Bianchi, su Spy Calcio, riporta le parole del presidente del Coni Malagò: “Auguro assolutamente che il prossimo presidente della Figc abbia, se non l’unanimità che è a dir poco un eufemismo, un grandissimo consenso, il più possibile trasversale fra le componenti, perché i problemi del calcio sono sotto gli occhi di tutti e altrimenti si rischia di non riuscire a portare avanti i programmi auspicati dalle stesse componenti. Se si resta ancorati all’uno contro l’altro, è tutto più difficile. C’è fissata l’elezione, le regole sono chiare, a questo punto stiamo a vedere cosa succede. Oggettivamente c’era la volontà e il desiderio di alcune componenti. Mi sembra si sia trovato un ragionamento assolutamente condiviso con il governo sotto il profilo delle procedure e dei meccanismi che regolano l’aspetto elettorale. A questo punto, si conclude la parte dell’Ente che, sottolineo cento volte, ha dovuto commissariare la Federcalcio. Aspettiamo le candidature e i relativi programmi“.


Domani, Giorgetti (sottosegretario all’Economia con delega allo Sport) riceverà Sibilia, Gravina, Tommasi e Nicchi: da trovare un presidente e le quote rosa. Per il presidente, i ballottaggio dovrebbe essere fra Sibilia e Gravina, con il primo che ha il 34% della Lega Dilettanti. Sibilia potrebbe allearsi con Tommasi, e i giochi sarebbero fatti: 34% dei Dilettanti più 20% dei calciatori fa 54, la maggioranza. Ma Gravina coltiva ancora forti ambizioni. L’importante è ricordarsi cosa accadde il 29 gennaio, quando lo stesso Malagò si trovò a domandare sconsolato: “Non potevano mettersi d’accordo prima? Lo abbiamo chiesto in tutte le lingue…“.


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(Immagine Sky.it)


Ancora da Spy Calcio: “Si voterà con le vecchie regole (sarà contento Marcello Nicchi che salva così il 2 per cento dei suoi arbitri) ma eccola grande novità delle quote rosa, con il 30% di dirigenti femminili: solo l’Aic ha Sara Gama, ora tocca agli altri adeguarsi. La svolta rosa (ma non dimentichiamo la situazione disastrosa del calcio femminile,ndr) è stata voluta da Giovanni Malagò, ed è pienamente condivisa dal sottosegretario Giorgetti che martedì prossimo incontrerà i quattro ribelli. Lo stesso Giorgetti pare sia più che soddisfatto per il rinnovamento che, volenti o nolenti, attraverserà stavolta il mondo del pallone. Anche se il nodo da sciogliere, adesso, è quello del presidente: Gianluca Vialli era stato contattato in marzo dall’Aic sindacato calciatori, prima che i ribelli convergessero su Abete. Poi, l’ex grande calciatore è stato sentito anche in luglio da alcuni esponenti della Lega di serie A per capire se fosse disponibile. Ipotesi suggestiva ma pare poco praticabile. Così come la serie A aveva pensato anche al manager-banchiere Fabio Gallia, ex Cdp, ex della Bnl, bene conosciuto (e stimato) anche da Malagò. Il n.1 dello sport italiano ha le idee chiare, sull’argomento: non sarebbe male, sostiene da tempo, che il mondo del calcio avesse nuove figure. Ma la cosa più importante è che ci sia (finalmente) un presidente forte, espressione della maggioranza, in grado di poter governare e fare quelle riforme che non sono state fatte in questi anni. La Figc conunque avrà una nuova governance dopo 11 mesi dal flop mondiale, mentre il 29 gennaio scorso ci fu il disastro firmato Gravina-Sibilia-Tommasi, incapaci di trovare un accordo fra di loro. Tutto questo ha portato al complicato commissariamento di Roberto Fabbricini, dirigente capace e perbene, che si è trovato a scalare l’Everest (senza ossigeno). Ora tocca agli altri dimostrare finalmente che hanno un loro candidato, e un vero programma: il blocco del 73% non ha dimostrato cedimenti in questi mesi, le consultazioni sono febbrili in questi giorni, Abete con la sua esperienza avrà un ruolo di tutor, Sibilia dovrà mettersi d’accordo con Gravina e con gli alleati“.


 

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