Il coraggio di Mancini, indietro di quarant’anni


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Nelle sue squadre di club è sempre stato considerato un leader, un uomo su cui fare affidamento, un calciatore che gli altri dovevano seguire (e chi lo ha seguito, soprattutto in campo, ne ha tratto parecchi benefici, con tutti i gol che faceva fare). In Nazionale invece, fin dall’Under 21 di Vicini, per poi passare a quelle maggiori di Bearzot, lo stesso Vicini e Sacchi, in ogni spezzone di partita giocato il ‘Mancio’ era sempre sotto esame, doveva dimostrare sempre un po’ di più per potersi fidare davvero di lui“. L’immagine che Jvan Sica delinea del ct per Calcio Fanpage ci mostra un uomo, un tecnico, che ha voglia di prendere in mano la nazionale, dopo vent’anni di amore travagliato e non sempre corrisposto, quando indossava la maglia azzurra.


Inizia una competizione importante (la Nations League, ndr) -ha dichiara Mancini nell’abituale conferenza stampa di inizio raduno-. Il nostro obiettivo è giocare bene e cercare di vincere il gruppo. L’ho detto a giugno e lo ripeto adesso: sono molto fiducioso, perché qui ci sono ragazzi che hanno qualità tecniche e fisiche importanti“.

Il giudizio di Jvan Sica è netto: “Per le prime gare ufficiali da allenatore della Nazionale Roberto Mancini ha fatto un salto indietro di quasi 40 anni, quando lui era il bambino prodigio della serie A con il Bologna prima e la Sampdoria poi. Mostra coraggio nelle sue scelte fatte come sempre senza guardare alla carta d’identità, al nome della squadra di provenienza e al pedigrée internazionale. A centrocampo -prosegue Jvan- le convocazioni più interessanti. In attacco non c’è poco, ma c’è quello che c’è. Molto del nostro futuro sarà nelle mani di giovani talenti, in alcuni casi oggi ancora bambine“.
Mani bambine che, inutile negarlo, qualche polemica, l’hanno creata: diversi commentatori non hanno capito per la chiamata di cinque esordienti assoluti (Cragno, Lazzari, Biraghi, Zaniolo e Pellegri), uno dei quali, il 19enne Zaniolo, deve ancora fare il suo esordio in Serie A: “Non ricordo un periodo con così pochi italiani in campo -ha commentato il ct-, è il momento più basso. Certi giovani che stanno in panchina sono più bravi di alcuni stranieri che giocano titolari. Nelle nazionali giovanili, ci sono tanti ragazzi bravi e un diciannovenne bravo dovrebbe giocare in Serie A. All’estero, i giovani giocano, hanno il coraggio di metterli dentro. Dobbiamo trovare un po’ di coraggio e farli giocare, speriamo che con il tempo abbiano più spazio“.


Quello stesso coraggio che, scrive ancora Jvan, è “il primo elemento che serve all’Italia calcistica per risollevarsi. (Il coraggio) che Mancini ha dimostrato con convocazioni che hanno fatto anche sorridere qualcuno (appunto) e quello che soprattutto è lo stesso commissario tecnico a cercare nei tanti uomini convocati per (queste) due partite“. Come sottolinea VivoAzzurro.it, Non potendo per ora contare sulla vetrina del campionato, Mancini ha deciso di valutarli di persona a Coverciano: “Bisogna trovare delle soluzioni e credo sia utile farli venire qui per farli ambientare e per capire cosa possono darci in futuro. Abbiamo lasciato anche alcuni ragazzi all’Under 21, un po’ alla volta li chiameremo“.


Con queste convocazioni -ricordate cosa scriveva di lui Sica all’inizio di questo post?- molto probabilmente vuole fare quello che gli altri selezionatori non hanno fatto con lui, ovvero sperimentare e dare completa fiducia ad un gruppo, senza nessun problema di età ed esperienze, che poi dovrà accompagnarlo almeno per i prossimi due anni. Solo così si possono spiegare le convocazioni di Pellegri (classe 2001 del Monaco), Zaniolo (classe 1999 con 7 presenze in serie B e nessuna in serie A), Emerson Palmieri (atteso terzino sinistro di origini brasiliane, che da anni lotta con piccoli e seri infortuni che ne hanno frenato la crescita). Con le sue scelte poi Mancini fa anche un secondo atto di coraggio molto significativo, o almeno ci prova insieme a tutta la Figc che lo ha spronato in questa direzione. Convocando calciatori che vedono poco il campo o non lo hanno mai visto in A, l’obiettivo è anche forzare la mano ai tecnici del nostro campionato. Sembrerà almeno strano che nella Roma attuale giocatori come Cristante, Pellegrini e Zaniolo giocheranno poco dopo che tutti e tre sono stati convocati e magari alcuni di loro giocheranno partite importanti con la Nazionale italiana“.


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