Oreste del Buono, da Snoopy a Bearzot senza intuire nulla

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Inutile nascondercelo: la professione del giornalista sportivo ha subito un tracollo. Sarà colpa di internet, del declino della scuola italiana, della cometa di Halley, non saprei, ma, in Spagna, al seguito degli Azzurri, avevamo gente da far tremare i polsi: Giovanni Arpino per Il Giornale, Gianni Brera per la Repubblica, Mario Soldati per il Corriere, Oreste Del Buono per La Stampa. OdB, già. Giornalista, scrittore, critico e consulente editoriale, Del Buono è stato l’intellettuale (esistevano davvero, giuro) che ha fatto conoscere all’Italia i Peanuts di Charles Schulz, attraverso Linus, rivista di cui è stato fondatore e direttore. Storie di Calcio ci ripropone le cronache dal Mundial di questo fuoriclasse prestato al pallone. Qui, per ora, ve ne regaliamo solo poche righe:


“Io, inviato in Spagna senza intuire nulla.

(…) Bearzot non ha sbagliato un nome, una marcatura, una mossa. Mi rendo conto che sto scrivendo fregnacce. Smetto, è la notte di un vero trionfo nazionale. In Italia, mi dicono, sta avvenendo qualcosa che rassomiglia a tutte le feste nazionali messe insieme, il 24 maggio, il 28 ottobre, il 25 luglio, il 25 aprile e così via, poi domani ci sveglieremo da questo sogno vero davanti a una realtà anzi un’irrealtà di merda. Non abbiamo una lira. Pazienza, facciamo durare questa notte. Non dovrebbe passare mai…“.


 

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