Che bello vedere Barella, Azzurro numero 800

Quanto è bello da vedere Barella“.

(Jvan Sica)


Si è buttato dentro senza se e senza ma. Promosso“.
(Roberto Beccantini)

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Roberto Beccantini dedica al pari di Marassi un pezzo dal titolo perfetto, Sempre lì, a metà, su Alganews, che inizia così: “Un buon primo tempo, sì, ma la musica non cambia: segniamo poco e almeno un gol lo prendiamo sempre. Anche dall’Ucraina di Shevchenko, 29a. nella classifica Fifa (noi, ventesimi). Era l’amichevole che la Nazionale ha dedicato alla tragedia di Genova, era la sesta partita della gestione Mancini, la cui unica vittoria risale ormai al 28 maggio: 2-1 all’Arabia Saudita“. Ombre e luci che, purtroppo, non aumentano il nostro ottimismo. Concentriamoci, allora, sull’esordio, più che positivo di Nicolò Barella (nell’immagine), 800º calciatore a vestire l’Azzurro e, come ricorda SardegnaSport.com, l’ottavo sardo e il secondo nato a Cagliari (il primo era stato Andrea Cossu): “Barella si aggiunge, tra i giocatori del Cagliari che hanno giocato almeno una partita con la maglia della Nazionale, a Gigi Riva, Francesco Rizzo, Pierluigi Cera, Roberto Boninsegna, Sergio Gori, Comunardo Niccolai, Enrico Albertosi e Angelo Domenghini, Franco Selvaggi, Mauro Esposito, Antonio Langella, Pasquale Foggia, Davide Biondini, Federico Marchetti, Davide Astori, Marco Sau, Andrea Cossu, quest’ultimo unico cagliaritano prima del centrocampista classe ’97. Sono invece 7 i giocatori sardi ad aver giocato con la Nazionale maggiore: l’algherese Antonello Cuccureddu, Gianfranco Matteoli (Ovodda), Gianfranco Zola (Oliena), Andrea Cossu (Cagliari), Salvatore Sirigu (Siniscola, La Caletta) e Marco Sau (Tonara), Antonio Langella (Sorso, seppur nato a Napoli)“.

Insomma, ha ragione Jvan Sica, vedere Barella è stato bello, ma il futuro prossimo continua a presentare delle incognite: “Domenica, in Polonia -conclude Beccantini-, non si scherza: il punticino raccolto in Nations League ci costringe a una mezza impresa. Si riparte da Marassi, dalle facce ambigue di una prestazione che non promuove e non boccia, e per questo ci lascia ancora con il cerino in mano“.


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