Bearzot, ora basta!

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Il 12 ottobre del 1980, all’indomani del deludente esordio nelle qualificazioni al Mundial Spagnolo, La Gazzetta Sportiva esce con una prima pagina feroce: il ct che, meno di due anni dopo, sarebbe diventato l’eroe di Madrid, è oggetto di critiche forse eccessive (“O cambia rotta o lascia la nave“). Ma il 1980 è un anno difficile sempre, comunque e per tutti, come ricordava Andrea Schianchi, sempre sulla Gazzetta, nel 2012: “L’Italia è un paese grigio, impaurito, deluso. 1980, fischiano le pallottole delle Brigate Rosse, il rosso del sangue allaga le strade, la gente esce poco di casa, i soldi scarseggiano, l’unità proletaria vagheggiata negli anni Settanta si è ormai dissolta. Gran brutto periodo. E, a peggiorare la situazione, scoppia pure il calcioscommesse: il popolo perde la sua passione preferita, il suo divertimento. Succede il 23 marzo 1980, una domenica pomeriggio. I blindati della polizia e della Guardia di Finanza entrano negli stadi, le manette scattano ai polsi di molti giocatori, accusati di aver truccato numerose partite. In questa brutta faccenda vengono coinvolti anche Bruno Giordano, Lionello Manfredonia e Paolo Rossi, per citare tre dei migliori calciatori del campionato. È un terremoto per tutto l’ ambiente. Il presidente federale Artemio Franchi, che al tempo ricopre anche la carica di presidente dell’ Uefa, si dimette. La credibilità del calcio italiano è ai minimi storici, la gente è infuriata, e in questo clima dall’ 11 al 22 giugno si deve disputare la sesta edizione dell’Europeo. Le premesse non sono le migliori… La Nazionale, come al Mondiale argentino del 1978, è guidata da Enzo Bearzot. Ma se a Buenos Aires e dintorni gli azzurri avevano dato lezione di calcio e forse meritavano di più del quarto posto ottenuto, oggi le certezze sono svanite. La Nazionale è più debole di quella di due anni prima“. Infatti, chiudiamo l’Europeo con un brutto e deludente quarto posto. “Non è una bella estate -prosegue Schianchi- (…), i tifosi sono arrabbiatissimi, il gol di Tardelli (1-0 all’Inghilterra, ndr) è l’unica gioia di un torneo che, stando alle aspettative, avremmo dovuto dominare: e così si allontana pure l’orgoglio per ciò che avevamo mostrato nel 1978 in Argentina. Tornano le polemiche sul c.t., si discute il valore dei giocatori e si finisce con il parlare delle scommesse e del marcio attorno e dentro il mondo del pallone. È proprio grigio, il cielo sopra l’Italia del 1980“. Senza dimenticare Bologna e quella strage che, il 2 agosto, avrebbe reso ancora più buia l’estate del nostro Paese.


 

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