La collezione di schiaffi di Rino Gattuso

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C’è un episodio –scovato da Romanzo Calcistico– che spiega alla perfezione quale fosse il clima all’interno del gruppo che seppe regalarci il nostro quarto Mondiale. Ce lo racconta Andrea Pirlo, nel suo “Penso quindi gioco“, scritto a quattro mani con Alessandro Alciato.


Dopo la qualificazione per il Mondiale, Lippi ci ha concesso una serata libera. Andammo a cena a Firenze tutti insieme, Gattuso no, è rimasto in ritiro. Quando siamo tornati eravamo abbastanza ubriachi, anzi molto ubriachi, non avevamo sonno, dovevamo trovare qualcosa da fare per passare il tempo e l’idea è stata: «Andiamo a rompere i coglioni a Rino». Mentre salivamo le scale per raggiungerlo in stanza, De Rossi ha preso un estintore: «Vado a spegne Gattuso». Abbiamo bussato, lui ha aperto con gli occhi stropicciati e Daniele gli ha scaricato addosso tutto quello che c’era là dentro ed è scappato in camera lasciandomi in balia di quel mostro in mutande e pieno di schiuma che gridava concetti sconnessi. Ho tentato di scappare, ma ero spacciato in partenza. Quando alle tue spalle c’è Gattuso che ti vuol fare male puoi correre finché vuoi, ma alla fine ti prenderà. De Rossi, con la serratura ben chiusa faceva lo spiritoso: «Che sono questi rumori? Li ho già sentiti nei film di Bud Spencer e Terence Hill…». Era Rino che mi stava facendo vedere la sua collezione di schiaffi“.


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