Chicco Evani e l’emozione di San Siro

Nonostante il dispiacere per aver perso un trofeo così importante, devo ammettere che, probabilmente, il Brasile durante il Mondiale ’94 aveva fatto qualcosa di più rispetto a noi. Forse, meritavano più loro che noi: è l’unico modo per attenuare la delusione“.
(Alberico Evani)


Schermata 2018-11-09 alle 18.48.14(17 luglio 1994: Evani in campo durante la finale Mondiale con il Brasile)


Sabato 17 novembre, gli Azzurri affronteranno il Portogallo in una sorta di spareggio per il primato nel girone di UEFA Nations League. Visto che il “palcoscenico” di questa partita sarà lo Stadio “Giuseppe Meazza” di San Siro a Milano, VivoAzzurro.it ha intervistato Alberico “Chicco” Evani, ex centrocampista di Milan e Nazionale, allenatore di diverse selezioni giovanili Azzurre e assistente di Mancini: in fondo, questo stadio è stato a lungo la sua casa calcistica, Milano è stata la sua città. Alcune risposte ci sono piaciute molto.


Come vivevi la città, quando non eri in campo?
Sono sempre stato una persona riservata e tranquilla anche fuori dal campo. Non ero un amante della vita notturna, non mi è mai interessata, e preferivo vivere la città di giorno. (…) Gli unici problemi che ho avuto sono stati relativi alle dimensioni. Ricordo che una delle prime volte di ritorno da Milanello, avevo accompagnato a casa un compagno di squadra che abitava a Milano. Al ritorno mi sono perso, e ho dovuto tribolare un pochino per ritrovare la via del ritorno… a quei tempi non c’era ancora il navigatore.

Com’è cambiata Milano rispetto a quegli anni?
Ci torno spesso per andare a vedere le partite a S. Siro o per incontrare gli amici; e ogni volta la trovo sempre più bella. Ho apprezzato molto i lavori in zona stazione di Porta Garibaldi, dove andavo a scuola. La zona che oggi ospita Piazza Gae Aulenti e il Bosco Verticale è decisamente fiorita.

Cosa ti ricordi delle tue prime partite al Meazza?
Ho iniziato a giocarci nel 1981, esordendo nel Milan con Radice, e poi trovando continuità con Galbiati, nelle ultime giornate. San Siro era emozionante, un’emozione grandissima. Mi ricordo che l’anno successivo, quando giocavamo in Serie B, c’erano comunque 70.000 persone sugli spalti… straordinario.


Schermata 2018-11-09 alle 18.56.35.png(Mister Evani)


Sei stato allenatore di diverse selezioni giovanili azzurre, come giudichi il nuovo vivaio calcistico italiano?
Quando sono arrivato, nel 2010, c’era una grande differenza con nazioni come Germania, Francia, Inghilterra o Spagna: i loro vivai erano molto superiori. Adesso, dopo tutto il lavoro fatto con Sacchi, Viscidi e dai club stessi, il gap si è colmato, e abbiamo fatto un grosso passo in avanti. Anche i ranking, prima ci vedevano intorno alla ventesima posizione, ora a ridosso del podio. Oggi in Nazionale A ci sono molti dei ragazzi che hanno fatto con noi tutto il percorso nelle giovanili azzurre, e ciò è molto appagante.


 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...