Roberto Rivelino e la scoperta del Molise

Nome? gli chiesero alla firma del primo tesserino. «Gli amici mi chiamano Maloca, ma il mio nome è Rivellino, con due elle», precisazione a cui tiene, «è un nome italiano, i miei erano molisani»“.
(Storie di Calcio)


Schermata 2018-11-12 alle 16.28.33.png(Rivelino nella finale messicana. Contro la Cecoslavacchia, segnò su punizione con una botta che i messicani definirono “Patada Atomica)


Lo sapete tutti: il Molise non esiste e lo certifica anche una pagina Facebook molto divertente, Molisn’t – Io non credo nell’esistenza del Molise. Eppure, qualche tempo fa, un lettore (ABBIAMO PERSO I SUOI DATI E CE NE VERGOGNAMO MOLTISSIMO) ci ha segnalato un pezzo di Maurizio d’Ottavio su Altomolise.net. Rileggete pure con calma, noi aspetteremo. Fatto? Ecco, nonostante lo stupore, era impossibile ignorare due verità: 1) il Molise esiste davvero e 2) quell’articolo raccontava un fatto divertente e interessante. Al limite del commovente, per chi ha una certa età. Di che si tratta? Del viaggio di Roberto Rivelino, nell’ottobre 2010, nella molisana Macchiagodena, il paese da dove emigrarono nel dopoguerra i suoi genitori.


La Patada atomica (scossa atomica), alias Roberto Rivelino da S.Paolo del Brasile riscopre, a 64 anni, le sue origini molisane. Il centrocampista che fu spalla di Pelè nel vittorioso Mondiale di Mexico ’70 –scrive d’Ottavio– è tornato in Italia, su invito della provincia di Isernia, per visitare Macchiagodena, il paese da dove emigrarono nel dopoguerra i suoi genitori. “Ogni giorno che passa, mi sento sempre piu’ vicino a questa terra. In Italia sono stato altre due volte, ma mai nelle regione dove sono nati mamma e papà“.


Schermata 2018-11-12 alle 16.09.25.png(Immagine Altomolise.net: Rivelino in Molise, nel 2010)


L’inventore del Flip Flap o “Elastico”, il caratteristico movimento con cui accompagnava i dribbling, terrore dei portieri per le micidiali punizioni anche da trenta metri, esalta la nazionale carioca e “O rey” che sconfisse in finale gli Azzurri di Valcareggi. “Eravamo un dream team”, osserva“. Il Brasile del Mondiale Sudafricano, invece? Maurizio d’Ottavio conclude con il commento (“caustico“) del campione del mondo molisano: “Quello (del 2010) è il peggiore della storia: senza qualità. Una delusione“. E, ancora, non aveva visto il Mineiraço.


(FINALE A SORPRESA: eravamo già a conoscenza dell’esistenza del Molise, ve lo giuro! Ehi, la madre di Pepito Rossi è della provincia di Isernia e gli Azzurri giocarono a Campobasso contro l’Irlanda del nord, nel 2002! E, CLICCANDO QUI, troverete addirittura la Nazionale del Molise)


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