Tarcisio Burgnich, da Pascutti a Pelè

Io pensavo che Pelè fosse un essere umano. Salto, salto, salto, istintivamente alzo il braccio. Quando poi la forza di gravità mi richiama a terra, lui è ancora lassù“.
(Tarcisio Burgnich)


Schermata 2018-11-12 alle 12.24.01(21 giugno 1970, Brasile-Italia 4-1)


Burgnich in qualche modo è legato a due fotografie: Pelé in elevazione segna di testa, Pascutti in tuffo segna di testa a mezzo metro da terra.
Più bravo Pascutti, su quel pallone ero in anticipo io, forse l’ho anche toccato con la mano. Lui non so come ha fatto, mi è quasi sbucato da sotto la pancia. Pelé va su benissimo, ma si vede che io salto storto perché sto recuperando la posizione dopo che Valcareggi ha stabilito di cambiare marcatura: io su Pelé e Bertini su Rivelino. In Messico era grandissimo Brasile, secondo solo a quello del ’58. Dopo il 4-3 coi tedeschi ho passato tre giorni a letto, per recuperare. In fondo, abbiamo tenuto il pari fino a 20′ dalla fine. Loro avevano sempre giocato a quote più basse, sui 1500, noi sempre oltre i 2000, anche questo forse ha fatto la differenza“.
(Tarcisio Burgnich, la Roccia che saltò con Pelé“, intervista di Gianni Mura)


Schermata 2018-11-12 alle 12.25.54.png(4 dicembre 1966, Bologna-Inter 3-2)


 

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