Italia-Svezia? Avrei preferito sfangarla pure questa volta (o “apologia Azzurra di Roberto Recchioni”)

L’onda lunga del ricordo di quel maledetto 13 novembre non si esaurisce ancora. Quello che vi proponiamo qui, però, è un punto di vista più interessante, perchè extra calcistico (mettiamola così), un pensiero espresso poco dopo la partita e che si stacca un po’ da quelli letti o ascoltati fin qui.  E la riflessione che Roberto Recchioni, rockstar del fumetto, fa sull’essere italiano è talmente nitida da sembrare caricaturale.


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Questa sera non ho guardato la partita.
Non perché non mi interessasse il risultato: il calcio lo seguo seppure non ne scriva quasi mai (non sono abbastanza competente per farlo). No, non ho seguito la partita perché ero certo del risultato.
Voglio dire: era storia scritta, no?
L’Italia fatica, mette tutti in apprensione, gioca male, ma poi, per il rotto della cuffia, in qualche maniera se la cava e si qualifica.
Alla fine ce la caviamo.
Nonostante tutti gli errori e le deficenze.
E, invece, capita anche che non capiti.
Capita che, alle volte, anche l’italiano che la sfanga sempre e che alla fine vince (e con lui, vince l’Italia intera) non la sfanghi e sia costretto a pagare.
Ora sarebbe il caso di sottolineare il parallelismo con il paese e la nostra indole nazionale e dire che ce lo meritiamo ma sapete che c’è? Non mi va.
Avrei preferito sfangarla pure questa volta e apprendere la lezione morale in altra occasione.


 

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