I Non-Azzurri: la pelliccia di Gianfranco Zigoni

Metto fuori classifica io, Pelé e Maradona perché calcisticamente siamo tre extraterrestri“.
(Gianfranco Zigoni)


Schermata 2018-11-26 alle 09.49.32.png(Il sempre sobrio outfit di Gianfranco Zigoni)


Ci cospargiamo il capo di cenere perchè abbiamo dimenticato (ieri) il compleanno di un giocatore fantastico, anche se decisamente poco fortunato: Gianfranco Zigoni, da pochissimo, 74enne. È un perfetto esempio di “Non-Azzurro“, cioè un calciatore mai troppo vicino alla Nazionale, nonostante il talento. Se non lo conoscete, vi consigliamo il bel libro “Dio Zigo pensaci tu“, scritto a quattro mani con Ezio Vendrame, altro “genio ribelle” (chiedo scusa a Massimo Roscia) di quegli assurdi anni Settanta. Zigoni era dotato di un talento straordinario ma, raccontano le cronache dell’epoca, si lasciò frenare e “fuorviare” dalla passione per donne, alcol e motori, oltre che da un’eccentricità fuori scala (nell’immagine, il 1 febbraio ’76, quando andò in panchina indossando pelliccia e panama). Proprio in “Dio Zigo“, per esempio, si racconta di un’amichevole tra il Real Madrid e la Juventus del giovanissimo Zigoni: i bianconeri persero 3-1 ma, al termine della gara, il difensore madridista José Santamaría lo avrebbe paragonato addirittura a Pelé, con tanto di bestemmia annessa. Di certo, non era l’autostima a mancargli: “Prima di entrare in campo, dicevo a me stesso che nessun essere umano poteva fermarmi, solo Dio. Ma per me Dio non esisteva quindi ero pronto a fare sfracelli“. Tra leggende verità, si colloca anche la sua unica presenza in Azzurro (tre le convocazioni), in una gara di qualificazione a Euro 68: il 25 giugno del 1967, Zigoni giocò con Albertosi, Facchetti, Rivera e Bulgarelli a Bucarest, in Romania-Italia 0-1.


Un uomo onesto fino in fondo, Zigoni, anche ora che è costretto a fare un paragone tra la propria carriera e quella del figlio Gianmarco: “Ha fatto abbastanza nel calciodiceva, lo scorso anno, in una chiacchierata con Federico Buffama meriterebbe di più, purtroppo però questo è un calcio che ti riserva sorprese. Io ho giocato a calcio anche senza allenarmi, bevevo, fumavo, avevo l’odio per i ritiri ma giocavo sempre e non capivo perché. Lui, che è uno dei più forti, trova difficoltà a giocare“.


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