Fulvio Collovati e i migliori del mondo

Schermata 2018-11-25 alle 19.53.26.png(Barcellona, 29 giugno ’82: Collovati su Calderón)


Fulvio Collovati è sempre stato in televisione, spesso accompagnato, preceduto o seguito dalla moglie Caterina, quindi non possiamo di certo parlare di un calo di notorietà. Eppure, strano a dirsi, è uno dei campioni del Bernabeu di cui si parla meno. È stato prezioso, come tutti gli uomini del Vecio, ma finisce di rado sotto le luci della ribalta. Nell’insufficiente tentativo di rimediare, facciamo un piccolo “collage” con due interviste allo stopper friulano, una di Alessio Nicotra e l’altra di Francesco Botta, per Numero Diez.


(Giusto ripartire dai giovani titolari in Nazionale), ne abbiamo talmente pochi di talento. Nel nostro campionato il 70% sono stranieri. Penso (che Mancini) sia la scelta giusta, poi la cosa va di pari passo coi giocatori: la squadra è questa, non può fare di più. Non voglio fare paragoni con quelli del passato perché ogni epoca ha i suoi giocatori. I migliori attualmente sono Chiesa, Bernardeschi ed Insigne. Piuttosto mi preoccupano i difensori, questo sì, perché una volta finiti Bonucci e Chiellini c’è poco in giro. Noi avevamo la cultura della fase difensiva, del difensore; adesso abbiamo veramente poco. Però davanti abbiamo quei tre ed è giusto puntare su di loro. (Comunque) la strada è quella buona“.


Il segreto dell’Italia Mundial? Quella Nazionale era figlia dei migliori prodotti di quel periodo lì: Conti dalla Roma, Antognoni dalla Fiorentina, io dal Milan, il blocco Juventus e via dicendo. Era figlia del buon operato dei grandi club del nostro Paese in quell’epoca. Chiaramente non si vince solo per quello. Il segreto penso fosse il poter vantare un gruppo solido, affiatato e di assoluto valore: Paolo Rossi vinse il Pallone D’Oro, Zoff è stato uno dei migliori giocatori di tutti i tempi, la difesa era tra le più complete e solide al mondo e tanto altro. Se volessimo rapportarla alla Nazionale di adesso ad esempio per quanto riguarda il discorso attaccanti ora magari si deve optare anche per gente che non è titolare, all’epoca, con tutto il rispetto, c’era davvero l’imbarazzo della scelta. Senza dubbio merito anche del discorso relativo al settore giovanile e al fatto che oggi nel nostro paese la maggior parte degli attaccanti sono stranieri. Allora avevi Altobelli, Graziani, Bettega, Pruzzo, Giordano, Rossi, era mortificante dover lasciare uno di questi fuori o addirittura a casa. Mi ricordo ad esempio che ci furono parecchie polemiche quando rimase fuori dalla Nazionale Pruzzo che era capocannoniere del campionato, oggi invece è impensabile una cosa del genere“.


Un giocatore di oggi che possa assomigliarmi? Francamente, penso non ci sia. Il ruolo del difensore è completamente cambiato, si guarda più all’impostazione ad esempio. Poi è cambiato anche il modo di marcare: io ho vissuto il passaggio dalla difesa a uomo a quella a zona, quindi inevitabilmente è cambiato proprio il ruolo perché non ti muovi più singolarmente ma devi tenere conto dei movimenti dei compagni di reparto. Se però dovessi proprio scegliere, per qualità fisiche e tecniche, magari potrebbe essere Romagnoli, però tenendo sempre conto del discorso fatto in precedenza“.


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