Quando Giacomo Zunico sognò la Nazionale

Nella mia infanzia i campi di calcio erano un’utopia e dovevamo ingegnarci per giocare. Così si finiva per organizzare partite su campi di fortuna come quelli in terra battuta o sabbia, oppure per strada con le macchine che ogni tanto interrompevano il gioco. Escoriazioni molte, però nonostante queste il giorno dopo eravamo di nuovo in strada a lottare come se niente fosse“.
(Giacomo Zunico)”


Coppa Italia stagione 84-85, girone preliminare serata d’agosto. Varese Roma 0-0, il portiere dei biancorossi para tutto e di più, il suo nome è Giacomo Zunico“.
(Emanuele Santi)


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In un’intervista rilasciata a Daniele Mosconi, per TuttoLegaPro.com, Giacomo Zunico racconta di quella volta che sembrò vicinissimo al Napoli e, da lì, perchè no, alla Nazionale di Azeglio Vicini.


Considerato che il rapporto con il massimo dirigente di una società (il Catanzaro, ndr) non era più idilliaco, decisi di andare via e mi diede al Parma per circa un miliardo, quando il Napoli qualche mese prima gli offrì un miliardo e due e non mi diede via. Erano gli anni di Maradona, inoltre Giuliano Giuliani (portiere dei partenopei in quel periodo) non era stato accolto molto bene dalla piazza. Avessi avuto la possibilità di giocare una partita, si potevano aprire le porte anche della Nazionale ad esempio“.


Nonostante fosse un portiere strepitoso, è difficile immaginarselo in Azzurro, perchè Vicini era legatissimo al duo Zenga-Tacconi. Beh, non lo sapremo mai.


 

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