Vialli al bivio

Vialli? Rientra in un’idea progettuale di rilancio del Club Italia –ha ribadito, qualche giorno fa il presidente Gravina-. Gli ho proposto di fare il capo delegazione. Oltre a Gianluca, ho pensato di istituire la sezione delle legends, i nostri campioni e i 4 Palloni d’Oro: un gruppo che sia testimonianza della memoria storica del calcio italiano. Se non c’è questa memoria, i giocatori giovani possono non crescere come dovrebbero e sarebbe un gravissimo errore. Sono in attesa di una riposta da Vialli, al quale lascerei volentieri il ruolo di capodelegazione: rappresenta una testimonianza particolarmente significativa, come calciatore e come uomo“.


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Nonostante questo, però, continuano le voci su una possibile virata in blucerchiato: la cessione della Sampdoria sembra a un passo, Vialli sarebbe in trattative, insieme a una cordata americana, per l’acquisto della società genovese (lo stesso Gravina ha confermato a La Repubblica che l’ex centravanti “potrebbe diventare il presidente di una squadra del nostro campionato“). Secondo i rumors, la chiusura dell’affare dovrebbe avvenire al massimo entro un mese: Gianluca Vialli vorrebbe per sé un ruolo operativo, decisionale, non di mera rappresentanza. Se le sue richieste non dovessero essere soddisfatte entro massimo due settimane, Vialli accetterà il ruolo di capo delegazione della Nazionale.



Nella chiacchierata con Marco Montemagno che potete vedere qui sopra (lunghissima, ma interessante), è lo stesso Vialli a fare il punto della situazione, pur senza sbottonarsi troppo: “Se continuerò a fare l’opinionista? No, ho smesso il primo di agosto, quando mi è scaduto il contratto con Sky dopo 15 anni. Ho altre cose che mi portano via un po’ di tempo ed energie, che sono poi nel mondo delle start-up, ma credo che adesso sia arrivato il momento di aprirmi al prossimo capitolo della mia vita. Che non sarà fare televisione. Non posso dirlo, però ci sono due o tre cose che mi si sono prospettate e sulle quali sto lavorando. Alla fine dovrò sceglierne solo una. L’attesa del piacere è il piacere stesso, no? Poi, sto studiando molto, perché sono dei ruoli in cui devi essere preparato e non ritenevo di avere ancora tutti gli strumenti, quindi sto facendo un corso online“.


Da tifosi della Nazionale, noi ci auguriamo di rivedere Gianluca Vialli in Azzurro. Anche perchè “non sarei mai stato Vialli senza Mancini” ha ammesso Luca tempo fa. E anche il Mancio sarebbe stato meno Mancini senza uno come Vialli, amico in campo e fuori. “Nel momento più duro di Luca –scrive Alessandro De Calò sul La Gazzetta dello Sport-, per la lotta contro la malattia, i nostri due vecchi amici potrebbero tornare a lavorare assieme, in Nazionale. Bello. In fondo è a Coverciano che si erano conosciuti, in uno stage degli azzurri juniores, stagione 1979-80. La vita, certo, li ha cambiati. Ma non del tutto, non così tanto, poi“.


 

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