Zoff: “Se hai paura della Svezia, che fai di fronte a una finale?”


Oggi, il mitico, monumentale Dino Zoff compie 77 anni e Troppo Azzurro lo celebra con  un’intervista pubblicata da La Repubblica il 13 novembre del 2017, giorno di Italia-Svezia. La “ricetta” del portiere campione del mondo con Bearzot -scriveva Mensurati- per la gara si San Siro con la Svezia era semplice semplice: “L’importante è fare il primo gol. Poi il secondo viene da sé”.

A parte gli scherzi…
No, dico davvero. La cosa importante è cercare di fare subito gol, per la fiducia propria e per incrinare le certezze degli avversari. Poi il secondo si fa…“.

Sembra ottimista.
Sì, penso che ce la possiamo fare. Però bisogna stare molto attenti. La Svezia è una buona squadra e l’ha dimostrato, soprattutto in attacco. Però penso che l’Italia alla fine ha tutte le caratteristiche necessarie per farcela“.

È innegabile che vedere l’Italia giocarsi così l’accesso ai mondiali fa impressione. Molti hanno stabilito un nesso con l’alto numero di stranieri che c’è in campionato.
Penso che quello degli stranieri sia un tema. Ma non perché siano troppi. Io sono convinto che oggi come oggi se uno è buono viene fuori. Il Paese è pieno di osservatori e talent scout e procuratori, figuriamoci se si lasciano sfuggire un talento. Il problema semmai è che i molti stranieri fanno sì che in Nazionale non si riescano a creare i “blocchi”. E tradizionalmente le nazionali che vanno forte girano intorno a blocchi di alto livello. Non potendo più contare su gruppi di giocatori abituati a giocare insieme gli allenatori fanno più fatica. Hanno bisogno di più tempo e il tempo, si sa, è una delle cose più indisponibili del calcio attuale“.

Quella che ha perso in Svezia è sembrata una Nazionale spaventata. Come si preparano gare come questa?
Intanto facendo capire ai calciatori che partite del genere fanno parte della vita di chi fa il mestiere del calcio. Se uno si spaventa per una qualificazione ai Mondiali cosa fa di fronte a una finale? Poi bisogna capire lo spogliatoio. Io a Roma non ho mai perso un derby perché la settimana prima della partita evitavo di essere pignolo e preciso come ero di solito. I calciatori erano già sotto la pressione della città: la mia sarebbe stata inutile e dannosa“.

Il ct in queste ore sembra molto sotto stress, consigli?
Sta scherzando? Quando uno è su quella panchina mette in conto di sentirsi dare consigli dai giornalisti e dai media. Se penso a cosa ha dovuto subire il povero Bearzot… Ma da un ex ct no, è una cosa che dà fastidio“.


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