Dario Hubner, dai rimpianti Azzurri alla musica di Calcutta

 

(Dal minuto 4.33)


Il rimpianto della mia carriera? Non aver fatto neanche un presenza in Nazionale“. Eppure, Dario Tatanka Hubner,  di gol ne ha segnati tanti, trantissimi: “Vero, ora è tutto più facile. Basta fare 10 presenze buone in Serie A e ti chiamano a Coverciano. Ai miei tempi, invece, non andavi da nessuna parte se non avevi almeno 150 presenze e 100 gol. Poi, avevo davanti attaccanti eccezionali come Del Piero, Vieri e Totti“.


Adesso, in Nazionale ci sono Belotti e Immobile: “Una bella coppia, che mi piace, e sono sicuro che potrà fare molto bene. Tra gli attaccanti di oggi, Belotti è quello che mi piace di più, è proprio bravo. Se vale 100 milioni di euro? Non lo so…“.


Oggi, si segna di più. Merito degli attacchi o demerito delle difese? “Difficile da dire. Sicuramente ora tutte le squadre giocano per vincere, anche le provinciali. Ai miei tempi, quando affrontavamo le grandi squadre, ci difendevamo e basta“.


Schermata 2019-03-20 alle 17.01.59(Un particolare della meravigliosa t-shirt di Serie A – Operazione Nostalgia)


Insomma, nessun ct si è ricordato di questo bomber stratosferico (clamoroso non portarlo in Corea e Giappone, da capocannoniere, nel 2002), ma la citazione di Calcutta è divertente, oltre che doverosa. È Lorenzo Franculli, sulla Gazzetta dello Sport, a fargli raccontare la genesi di questo pezzo.


Come le è tornato in mente Hubner?
Noi passiamo serate e serate a chiederci: Tee looo ricordiii (così, a mo’ di cantilena, ndr) quel difensore… come si chiamava? E poi: Te looo ricordiii quel portiere? E quell’attaccante? E cacciamo fuori sempre dei nomi assurdi. Insomma, una sera è uscito Hubner, ma a dire il vero il suo nome mi è sempre girato in testa. Poi qualche tempo dopo, a Sperlonga, mi sono messo a leggere la sua storia, il suo gran rifiuto alla Premier League per andare a Piacenza ed essere così più vicino alla moglie che stava a Crema. Eh niente, ho pensato a queste cose e ho scritto la canzone“.
Di lui, l’ex presidente del Brescia Corioni disse: “Senza grappa e sigarette sarebbe il numero 1″…

La canzone vuole essere il mio personale tributo a una persona di valore e di spessore“.
È vero che le ha scritto il figlio di Hubner?
Sì, il giorno che è uscita la canzone. Era felice. E stupito. E mi ha detto: ‘Ora lo dico a mio padre, grazie davvero’“.


 

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