Francesca Fioretti, una “vedova di serie B”

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Come tutti sapete, il 4 marzo di un anno fa, Francesca Fioretti perse il compagno, Davide Astori, difensore della Fiorentina e della Nazionale. Ora, Malcom Pagani la intervista per Vanity Fair: un bel pezzo, anche se -come è ovvio- il tema del dolore resta centrale e, nonostante lei stessa abbia voluto parlarne alla stampa, preferiamo evitare di invadere uno spazio così fragile e personale. Il brano che vogliamo riportare, però, ci sembra importante perchè, come dice la stessa protagonista, affronta un problema che dovrebbe riguardare la cosiddetta società civile.


“A Francesca interessa battersi per altro. Il principio, più del caso personale. Il generale, più del particolare. Non si sente eccezionale e non vorrebbe neanche esserlo. Ma, dice: «Sono sicura che se fossi stata la moglie di Davide, in un Paese in cui le coppie di fatto sono trattate come abusive, le cose sarebbero andate diversamente e non mi avrebbero mancato di rispetto. Mi sono accadute cose kafkiane. A poche ore dalla morte di Davide sono state bloccate le carte di credito in comune, con le quali sostenevamo le spese familiari, e ho scoperto che per i prossimi 15 anni avrei dovuto avere a che fare con un giudice tutelare. Io sono stata veramente fortunata. Ho incontrato una donna saggia e illuminata che si è resa conto del percorso di tutela, del cordone di protezione che avevamo recintato intorno a Vittoria. Ma se penso che altre donne rischiano di trovarsi a stretto contatto con una burocrazia complessa o con persone che potrebbero applicare le regole di una tabella impersonale senza andare in profondità mi vengono i brividi. Ho sempre lavorato e guadagnato, ma penso ai tanti che si trovano nella mia situazione e ai quali non è riconosciuto alcun diritto. Non voglio essere un esempio per nessuno, ma se la mia storia dovesse servire veramente a qualcuno, spero aiuti a cambiare la legislazione. A non far trovare nella merda chi resta solo da un momento all’altro. E a non distinguere tra amori di serie A e di serie B. Matrimonio non è l’unica possibile definizione di un’unione»”.


 

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