Belotti-Petagna, esclusi e scontenti

Nella Nazionale che sta per esordine nelle qualificazioni a Euro 2020, mancano due attaccanti che molti si aspettavano di vedere tra i convocati ma che Mancini ha scelto di non chiamare. Il primo è il centravanti del Toro Andrea Belotti: TorinoGranata.it ha intervistato Alberto Zaccheroni, per cercare di scoprire le ragioni dietro le scelte di un commissario tecnico .


Schermata 2019-03-22 alle 15.28.52.png(Il “Gallo” Belotti)


Quali potrebbero essere i motivi che hanno portato il Ct Mancini a non convocare Belotti in Nazionale e a scegliere altri attaccanti?
Gli allenatori scelgono gli attaccanti in relazione alla partita che si vuole fare e in Nazionale oltre a questo anche in base ai centrocampisti che si hanno. L’allenatore di solito mette insieme tutte le variabili e poi sceglie. C’è chi parte dai centrocampisti e chi dagli attaccanti. Io, ad esempio, partivo dagli attaccanti pensando all’obiettivo di vincere la partita perché le partite si vincono con i gol e gli attaccanti sono i giocatori più portati a segnare e di conseguenza io partivo da loro nella scelta della formazione. Ma c’è anche chi parte dalla difesa o dal centrocampo. Credo che Mancini abbia scelto altri attaccanti e non Belotti per le caratteristiche che hanno in relazione all’impegno della Nazionale prima con la Finlandia e poi con il Liechtenstein. Mancini non credo proprio che ce l’abbia con Belotti che è un ottimo attaccante. È vero che Belotti è tornato a segnare di recente dopo un periodo nel quale faceva meno gol, ma il gol lo ha nelle sue corde. È un giocatore di altissmo livello secondo me, però in questo momento c’è Quagliarella che fa più gol di tutti ed è in un momento di grazia e, forse, questo ha indirizzato le scelte di Mancini”.
Mancini ha convocato Bernardeschi, Chiesa, che ha un affaticamento all’adduttore destro in via superamento, El Shaarawy, Grifo, Immobile, Kean, Lasagna, Pavoletti, Politano e appunto Quagliarella. Quasi tutti attaccanti con caratteristiche diverse da Belotti.

Belotti è un finalizzatore, è un top nel senso che è una prima punta, l’attaccante di riferimento là davanti. Kean, ad esempio, non staziona in avanti, ma è abituato anche a spaziare, invece, Quagliarella è più abituato a stare lì in questo momento. Mentre Chiesa ed El Shaarawy hanno caratteristiche totalmente diverse da Belotti e a loro si chiede di fare cose diverse. A Belotti si chiede il gol, così come a Quagliarella. Adesso abbiamo diversi bravi attaccanti ed è difficile scegliere per un Ct, ma capisco se qualcuno finisce per essere scontento poiché l’allenatore non lo vede bene, ma Mancini ha lasciato a casa anche Balotelli che è un suo pupillo. Credo che la scelta si ricaduta in base a come vuole attaccare la Finlandia e il Liechtenstein e, come dicevo, tenendo conto delle caratteristiche dei centrocampisti che ha”.


Schermata 2019-03-22 alle 15.27.50.png(Andrea Petagna)


Il secondo deluso è l’attaccante della Spal Andrea Petagna, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.


Nel marzo 2017 lei esordiva in nazionale. Da allora, mai più visto l’azzurro: perché?
Ventura c.t., esordio contro l’Olanda nello stadio dell’Ajax. Fantastico. Beh, forse anch’io ho messo del mio…”.
Quanto sperava che l’altro giorno il c.t. Mancini la convocasse?
Questa volta molto, lo ammetto, anche perché nelle ultime 10 gare ho fatto 7 gol. Ma sono convinto che se continuerò così un posto lo troverò. Incazzato? No, ho ancora più stimoli per migliorare e raggiungerla. La mia idea è quella di arrivarci nel momento giusto”.
Lei è l’italiano più giovane nei primi 10 bomber di A: più che segnare, lei e Belotti che dovete fare?
Ogni tecnico ha il suo punto di vista: va rispettato. L’età è dalla mia parte, sono un ‘95. So che avrò i requisiti giusti per l’azzurro. A giugno, spero”.
Se avesse davvero smesso col calcio prima di Ascoli, cosa avrebbe fatto?
Sarei tornato dai miei: forse avrei fatto l’insegnante di nuoto come mamma. Nessuno, nel calcio, mi voleva più. Andavo in palestra, avvilito. In quei momenti ce l’avevo col mondo intero, litigavo con tutti. Poi ho capito che l’autocommiserazione non serve. Conta solo reagire”.
A Bergamo dicevano: “Petagna non fa mai gol”.
Sa cosa diceva Gasperini? Qualunque cosa tu faccia bene, la gente troverà sempre qualcosa per criticarti. Eppure Gasp mi metteva sempre in campo e sa quanti assist ho fatto in due anni? Venti. L’etichetta ‘Non fa gol’ mi ha dato fastidio ma il modo di giocare era evidente: più per gli altri che per me stesso e lontano dalla porta”.

 

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