Quando Bernardini tamponò il duce

Schermata 2019-03-25 alle 12.48.57.png(Fuffo Bernardini)


La ribalta è dominata dall’incidente ai pozzi Ual-Ual, confine fra l’Etiopia e la Somalia. Lo strepitio della stampa rivela le mire del regime sull’impero del Negus Neghesti, Hailé Selassié. Bisogna, tuttavia, convincere Francia e Gran Bretagna a concedere il via libera. Per discuterne, il ministro degli Esteri transalpino Laval giunge a Roma il 4 gennaio del ’35. Mussolini è obbligato a farsi trovare sul marciapiede del binario. Di buonora si dirige verso la stazione Termini alla guida della sua Asturia blu, tallonata in piazza Venezia da un’Augusta che le prova tutte per superarla. Il duce si mette di punta, l’altro guidatore non è da meno: in via Battisti avviente il tamponamento. I poliziotti della scorta balzano sull’incauto investitore, è Bernardini: fulmineo ritiro della patente. Lo sconsolato Fuffo si rivolge a Monzeglio, ne conosce i buoni rapporti con la famiglia Mussolini. Una telefonata di Eraldo vale la restituzione del documento. In cambio Bernardini dovrà andare a Villa Torlonia, giocare a tennis con il duce e perdere“.
(Alfio Caruso, “Un secolo azzurro“)


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