Usa ’94: gli Azzurri da New York a Tallinn

Schermata 2019-03-28 alle 19.10.01.png(Immagine: Wikipedia)


Il 10 dicembre 1991, La Repubblica pubblicò due pezzi da New York, sede dei sorteggi preliminari di Usa ’94, per presentare le difficoltà degli organizzatori, l’ego smisurato di Matarrese, i buoni rapporti con il vecchio Sepp, le preoccupazioni di Sacchi, il girone degli Azzurri e, in particolare, la più giovane delle nostre avversarie, da poco indipendente dalla moribonda Unione Sovietica. All’epoca, in pochi conoscevano l’Estonia, ma scommettiamo che oggi quasi tutti i tifosi italiani ricorderanno quel 22 settembre ’93 come l’unica presenza Azzurra di Andrea Fortunato.


UN MONDIALE DA SALVARE (di Fulvio Bianchi)

NEW YORK – Good bye America: riparte le delegazione italiana, la più folta e agguerrita di tutte e centoquarantre. Riparte contenta perchè il sorteggio è stato soft (era gradita l’Austria al posto della Scozia: ma non si può avere tutto nemmeno dall’amico Blatter). Però a gelare i freschi entusiasmi ecco che ci pensa Sacchi. Per la prima volta mette le mani avanti, liquida la gestione-Vicini con durezza e soprattutto mette a nudo la sua Nazionale. “La verità è che oggi come oggi, se guardiamo solo ai valori sportivi e non storici, siamo davvero al 16 o 17 posto in Europa. Non so se ha ragione Platini quando dice che il calcio italiano vive un momento preoccupante: però so che questa Nazionale deve ritrovare subito i suoi valori fondamentali. È una squadra che ha avuto problemi con tutte le avversarie che ha affrontato ultimamente: manca lo spirito, la mentalità e la determinazione vanno sempre più affievolendosi. È diventata la Nazionale dei singoli, questa è la realtà”. Durissimo così non era mai stato, tanto da passare poi alle minacce e alla retorica per scuotere un ambiente che sente pericolosamente sonnacchioso: “Voglio che i miei escano dal campo con la maglia intrisa di sudore: per adesso chiamerò ancora quelli che hanno più possibilità tecniche, poi se sarà il caso vedrò di cambiare“. Qualcuno rischia il posto, non per la sfida con Cipro (ci sarà la novità Albertini) ma sicuramente più avanti. Perché, spiega ancora Sacchi, “c’è calo di tensione; Scozia, Portogallo e la stessa Svizzera oggi ci sopravanzano come livello di spirito, organizzazione di gioco. Io mi sono sempre ribellato ai valori individuali, dobbiamo lavorare per diventare una squadra. Dopo la Norvegia ho scritto una paginetta delle cose da modificare. Ma tutto sommato sono ottimista”. Per fortuna. Matarrese è stato freddato dal discorso di Sacchi. Ma fortemente sincero e realista pure lui: “Qui ci hanno fatto tutti i complimenti per l’ organizzazione di Italia ’90, per le nostre strutture anche economiche: ma adesso bisogna che saltino fuori i valori sportivi”. Si prepara il traguardo del ’94: “L’unica cosa che esiste qui è l’entusiasmo degli italo-americani, dobbiamo assolutamente qualificarci e giocare a New York. Per il resto questo Mondiale è ancora alla fase artigianale, gli organizzatori hanno fatto la figura dei poveracci, non hanno soldi, è davvero stratosferico il paragone con Italia ’90. Ma questo è il Mondiale del calcio, non solo degli Usa: se falliamo ne risente tutto il movimento mondiale. La Fifa è il primo sponsor di questa Coppa, è bene che gli americani si preoccupino seriamente”. L’Argentina si è già fatta sotto, nel caso (improbabile) di una rinuncia americana. Anche l’Italia forse si sentirebbe pronta ad organizzare un’altra edizione, ma Matarrese non vuole fare la parte di chi gufa. “Per carità, non parliamo di questi argomenti, pensiamo piuttosto a preparar la Nazionale a questo appuntamento che non possiamo fallire. Le società dovranno fare uno sforzo di fantasia per venirci incontro -continua Matarrese- il 19 a Milano ci sarà una riunione per il calendario della prossima stagione. I club dovranno fare sacrifici, cercheremo di forzare loro la mano”. Non sarà facile venire incontro alle esigenze di Sacchi che chiede sempre la sosta per le dieci partite degli azzurri che dovranno concludersi entro il 17 novembre ’93: la Figc cercherà di convincere il tecnico a giocare di mercoledì almeno le due sfide casalinghe con Estonia e Malta. È stata già delineata una traccia di calendario azzurro: 21 dicembre Cipro; 25 marzo ’92 Germania; in aprile un’amichevole (Messico o Jugoslavia?) oppure, se possibile, la prima partita di qualificazione mondiale (magari a Tallin con l’Estonia); dal 31 maggio al 7 giugno torneo a Filadelfia, Chicago e New Haven con Usa, Eire e Portogallo; un’altra amichevole magari ai primi di settembre (ma è quasi impossibile trovare le date fra campionato, che scatterebbe il 30 agosto, Coppa Italia e Coppe europee), poi via alle qualificazioni mondiali. Sacchi non vuole giocare nel giugno ’93, è un mese negativo per il calcio italiano (ricordate la batosta con la Norvegia che costò l’Europa a Vicini?). Il 22 gennaio a Roma si terrà una riunione plenaria fra i sei paesi del gruppo uno per trovare un accordo sul calendario. Anche Olanda e Jugoslavia aspettano che si muova prima l’Italia per uniformare le loro date, visto che molti olandesi e molti jugoslavi (soprattutto dalla prossima stagione) sono impegnati nel nostro campionato. La Lega è d’ accordo nel venire incontro alle esigenze di Sacchi e Matarrese ma in cambio vuole discutere subito, a dicembre e senza più tentennamenti, la questione-stranieri. Il presidente Nizzola cercherà di convincere i presidenti a porre un limite al tesseramento (non più di 5, comunitari compresi) che la Cee prevede illimitato. Ma vuole il quarto straniero in panchina, pronto a subentrare ad uno dei tre che vanno in campo. Il Milan risolverebbe così il problema dei tre olandesi e di Savicevic, tre in campo, uno pronto ad entrare. Ecco la novità. Che non piace a Matarrese, tantomeno a Campana che anche ieri ha ribadito il suo no al quarto straniero. Già perchè alcuni grossi club (Milan e Juve in testa) vorrebbero addirittura quattro stranieri in campo: la linea Nizzola è più moderata. Ma la Lega, anche se non vuole fare guerre sante, è intenzionata a non mollare, visto che molti club hanno già prenotato decine di giocatori, parcheggiandoli in tutto il mondo e spendendo centinaia di miliardi. Si troverà un accordo? Sarà sicuramente uno scontro molto aspro. Le esigenze di Sacchi e Matarrese contro le volontà dei club. Gli azzurri da una parte, gli stranieri dall’altra.


 

ESTONIA, PIU’ STORIA CHE… (di Fabrizio Bocca)

NEW YORK – “I nomi dei migliori giocatori? Non me li ricordo, e poi da voi sono degli illustri sconosciuti: la nostra squadra più forte è il Tvmk, l’avete mai sentita nominare?“. Sorride Mark Tarmak, 36 anni, incaricato d’affari del comitato olimpico dell’Estonia. “Per noi è già importante esserci ai Mondiali, una bella soddisfazione giocare con l’Italia nello stesso stadio di Tallinn dove disputammo le qualificazioni del ’34 e del ’38: queste partite serviranno per rendere il calcio sempre più conosciuto“. Tornano i tre Paesi baltici, oltre all’Estonia anche Lituania e Lettonia toccate alla Spagna. Che bravo Blatter a non farle finire con l’Urss… Tre Nazioni che si sono staccate dall’ Urss e hanno riconquistato l’indipendenza da poco: la Fifa ha dato loro il benvenuto, inserendole tutte, per il sorteggio, nell’ ultima fascia, quella delle più deboli… Tocca all’ Italia affrontare per la prima volta la più debole delle tre: forse proprio da Tallinn (aprile o settembre ’92, ritorno in Italia nel novembre ’93) cominceranno gli azzurri la rincorsa verso i mondiali. L’Estonia è allenata da Uno Piir, ed è formata sulla selezione del modesto campionato a 12 squadre. Una Nazionale che di recente ha perso 4-1 con la Lituania e 2-0 con la Lettonia, una Nazionale che nei prossimi due anni non potrà giocare con l’Urss (meglio, la Russia). “Solo la Lituania ha qualche possibilità di qualificarsi per Usa ’94, noi siamo forti nel basket, che è lo sport più popolare, e nello sci nordico, andremo all’ Olimpiade di Albertville ’92 con combinata e biathlon; andremo anche all’Olimpiade di Barcellona con l’atletica e altri sport, in tutto 22 atleti” dice Tarmak. Spiega anche agli altri rappresentanti di Scozia, Italia, Svizzera e Portogallo (assente al sorteggio Malta) che loro non potranno giocare le qualificazioni mondiali in casa nel periodo da fine ottobre a metà aprile: in quel periodo si ferma il calcio per il grande inverno nordico. Non sa, il rappresentante estone, nemmeno quanti sono i calciatori di questa piccola Nazione, la più piccola delle baltiche. Cercano sparring-partner, adesso che sono tornati nella Fifa e possono di nuovo giocare con tutti, i calciatori estoni: forse affronteranno la Finlandia, Helsinki sta appena lì di fronte. Hanno voglia di imparare, di farsi conoscere. Cinquantatré anni sono tanti: l’ultima apparizione dell’Estonia nel mondo del calcio risale all’edizione 1938 della Coppa del Mondo, due sconfitte (7-2 con la Svezia, 4-1 con la Germania), un successo storico (1-0) sulla Finlandia. Quattro anni prima gli estoni furono subito estromessi dalla Svezia (6-2). Ora ci riprovano, con umiltà. Chiedono solo rispetto e simpatia. Le meritano.


schermata 2019-01-23 alle 23.54.33(Andrea Fortunato, a Tallinn, prima della sua unica gara Azzurro)


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