I Non-Azzurri: e se il Vecio avesse portato in Messico Favero e Brio?

Sinceramente: Favero è stato un buon difensore ma l’esclusione da “quella” Nazionale non fu scandalosa. Almeno per me“.
(Roberto Beccantini)

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Nei giorni scorsi, abbiamo provato a chiedere ai lettori di Troppo Azzuro cosa pensassero di un’eventuale convocazione di due perni della difesa juventina degli anni ’80, Luciano Favero e Sergio Brio, nella Nazionale di Enzo Bearzot. I risultati dei due sondaggi potete vederli nelle immagini di questo post: il terzino veneto rischia (quasi) di spaccare i votanti, ma Brio -a proposito di Mexico ’86- perde nettamente il confronto con lo Zar. Dopo quello sfortunato Mondiale, Brio divenne capitano insostituibile dell’Olimpica di Dino Zoff (fino all’avvicendamento con Rocca, che, “aiutato” dallo stesso Bearzot, optò per Ciro Ferrara), ma è indubbio che, anche considerando l’affiatamento con Gaetano Scirea, un’occasione tra i “grandi” avrebbe anche potuto giocarsela. D’altro canto, Favero disputò grandi partite, in bianconero (l’Intercontinentale, su tutte), ma ha forse ragione Beccantini: escluderlo non fu uno scandalo.


Eppure, lo confessiamo, queste risposte non ci sono bastate e abbiamo deciso di chiedere un’opinione allo scrittore Jonathan Arpetti, tifoso bianconero e autore di “I love Ju” e “Juve 30 e love:

Da juventino e osservatore di calcio, posso dire che le scelte dei commissari tecnici vanno rispettate, se all’epoca Bearzot non li ha chiamati avrà di sicuro avuto i suoi motivi, probabilmente davanti a loro c’erano altri giocatori più meritevoli. Certo, Brio e Favero hanno dimostrato alla Juve di essere affidabili e preparati, ma ripeto le scelte degli allenatori vanno rispettate e non giudicate. Se posso dire qualcosa da tifoso, Brio sicuramente è stato molto sottovalutato, in generale“.


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È vero, Brio raccolse molto meno di quanto avrebbe meritato, in Azzurro, delusione olimpica a parte (si guadagnò la qualificazione da titolare, ma venne lasciato a casa dai Giochi ’88). Ricordiamo un aneddoto. Poco dopo l’eliminazione dell’Italia di Bearzot dai Mondiali messicani, lo stopper della Juventus fu ospite in una trasmissione televisiva di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Il presentatore, parlando appunto della rassegna iridata, ricordò di aver “consigliato” a Bearzot di chiamare proprio Brio, come compagno di Scirea. Evidentemente, il Vecio non gli diede retta.


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