Quando Barone vinse a ping-pong e Buffon quasi perse il Mondiale

C’è una storia nella storia, una delle tante, all’interno di quell’incredibile album delle emozioni che è Germania 2006, una storia talmente “minima” e buffa da rendere inconcepibile il pericolo corso dal numero uno azzurro. Sono gli stessi protagonisti a raccontarcela, da angolazioni diverse.


Schermata 2019-09-30 alle 11.19.03.png


Il rischio di tornare a casa, in realtà, l’ho corso qualche giorno più tardi. In ritiro, la sera, organizzavamo delle combattutissime sfide a ping-pong. Personalmente non facevo altro, tanto che nel corso delle settimane il mio livello di gioco era schizzato all’insù. Mi sentivo un professionista: finito l’allenamento allo stadio toglievo i guanti e prendevo la racchetta in mano. Di certe cose non mi interessa nulla, e allora le faccio senza grande impegno, mentre altre le trasformo in una questione di vita o di morte. Il ping-pong, nel corso del Mondiale, era passato dalla prima alla seconda categoria. Non ci stavo a perdere, mai, era un’ipotesi che non prendevo neppure in considerazione. Del Piero e io andavamo a mille.

Una sera, prima dei quarti di finale contro l’Ucraina, è successo l’irreparabile: sono stato stracciato da Barone al Landhaus Milser Hotel, la nostra tana durante l’avventura tedesca. Si è sfiorato il dramma. Mi sono arrabbiato talmente tanto da non riuscire più a controllare le reazioni. Vicino al tavolo c’era una vetrata, una parete divisoria utile anche per non dover raccogliere le palline in giro per tutto il salone: l’ho colpita con un calcio talmente violento da mandarla in frantumi. Il vetro distrutto, il mio piede in mezzo. Alcuni pezzi si sono conficcati nella scarpa, tanto che per lunghi secondi non ho avuto il coraggio di abbassare lo sguardo: ero assalito dal timore di essermi rotto qualche osso, o di avere dei tagli talmente profondi da non poter più scendere in campo.
Che qualcosa potesse essere andato storto l’ho capito dal silenzio che mi ha circondato, e dal fatto che tutti – non solo io – fissavano il mio piede. Istintivamente l’ho mosso: funzionava ancora, un po’ dolorante, ma funzionava. L’importante era quello. Perché teoricamente il mio Mondiale si sarebbe potuto fermare lì, sulla Statale tra Duisburg e Dusseldorf, su un’anonima strada lontano da tutto e da tutti. Per fortuna non mi sono fatto niente (e la vetrata l’hanno messa in conto alla Federcalcio). Il primo a parlare, dopo aver capito che avrei continuato a difendere la porta dell’Italia, è stato proprio Cannavaro: “Gigi, non vuoi tornare a casa, vero?”.
Ci sono tornato il 10 luglio. Accolto, a Roma, dalle Frecce Tricolori e da milioni di persone al Circo Massimo. Ma quella sconfitta a ping-pong brucia ancora.
(Gianluigi Buffon)


Schermata 2019-09-30 alle 11.17.40.png


La storia di Buffon che, battuto da me a ping-pong, tira un calcio alla vetrata e la sfonda la conoscono tutti. Ma merita un approfondimento. Dopo aver perso, Gigi ha posato la racchetta sul tavolo, anche con una certa eleganza, devo ammettere, si è girato, ha fatto un passo verso la vetrata e le ha tirato un calcio. Incredibile. Non essendo un vetro infrangibile, l’ha distrutto. Nel giro di zero secondi, la vetrata è cascata.

Io ho guardato Gigi.
Gigi ha guardato Lippi.
Il mister ha guardato me.
Poi il mister ha guardato Gigi.
Mi è preso il panico, ho appoggiato la racchetta e sono scappato via. Correndo, a tutta velocità. Non volevo sapere nulla di ciò che stava per accadere, semplicemente sono andato a chiudermi in camera mia, a chiave. Dando un doppio giro. Le urla di Lippi però si sentivano a chilometri di distanza, una in particolare:
Coglione! Coglione! Ma sai cos’hai rischiato? Avresti potuto tagliarti il tendine, romperti una gamba, ferirti. Stavi per buttare all’aria il Mondiale, nostro e tuo. Coglione!
Dopo Buffon è venuto da me, ha bussato, ho aperto.
Ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere.
E adesso Simo?
“E adesso facciamoci la doccia, siamo sudati da fare schifo”
“Ci vediamo giù tra mezz’ora?”
“Ok”
Trenta minuti dopo stavamo di nuovo giocando.
(Simone Barone)


Schermata 2019-09-30 alle 11.19.44.png


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...