Addio a Franco Janich, “Armadio” rossoblu sfortunato in azzurro


Franco Janich, colonna del Bologna dal 1961 al 1972, è morto stamattina all’età di 82 anni: 376 partite in rossoblù (294 in A più lo spareggio dell’Olimpico, 40 in Coppa Italia, 41 in Europa), vincendo uno scudetto (1963-64), una Coppa Italia (1969-70) e una Mitropa Cup (1961).


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La figurina di Janich nell’album Panini “Campioni dello Sport” 1966/1967

Franco Janich, l’Armeri, “l’Armadio”, come lo chiamavano a Bologna, dove vinse lo scudetto del 1964, era uno dei difensori italiani più affidabili di quei tempi e proprio per questo la sua carriera può vantare la partecipazione a due Mondiali. Due sole presenze iridate tra Cile e Inghilterra, eh, ma proprio “quelle” due partite. Sì, perchè Janich è l’unico ad averle giocate entrambe.


Sabato 2 giugno 1962, Santiago del Cile, Estadio Nacional: l’Italia incontra i padroni di casa nella seconda partita del girone, il numero 19 Franco Janich esordisce in maglia azzurra. “È quella che sarà ricordata come la partita più violenta e indecente della storia dei Mondiali“, scrive Lorenzo Longhi per Sky Sport, è la “battaglia di Santiago”.

Si giocò a bastonate -raccontò poi Janich- perché Aston era la persona più in contrasto con tutto ciò che dovrebbe significare essere un arbitro di calcio. Venne immediatamente espulso Ferrini, subito dopo Maschio prese un pugno in piena faccia da Sanchez, che non venne nemmeno ammonito. Quindi venne cacciato anche David. Non sono mai stato espulso in tutta la carriera, ma a un certo punto mi avvicinai ad Aston per urlargli in faccia qualcosa tipo “bastard man”: non sapevo l’inglese, ma penso abbia capito. Tenemmo botta nonostante tutto quasi sino alla fine“. Tra la rabbia cilena e la potenziale rivincita inglese di quattro anni dopo, Janich si laurea campione d’Italia in rossoblù formando con Paride Tumburus (vicino a lui anche a Santiago del Cile) una coppia difensiva fortissima. Era il Bologna di Fulvio Bernardini, quello che “così si gioca solo in paradiso”. Più avanti, nel “Bar sport” di Stefano Benni, Janich diventerà “il vecchio baluastro della difesa rossoblù”, ove “baluastro” è una riuscitissima fusione tra “baluardo” e “pilastro”.


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Gli Azzurri prima della disfatta con i nordcoreani

Il Cile, dicevamo, e l’attesa per la “rivincita” in Inghilterra, nel ’66. Il ct azzurro è Mondino Fabbri richiama solo cinque “reduci” dei Mondiali cileni: Albertosi, Bulgarelli, Pascutti, Salvadore e appunto Janich, l’unico a essere sceso in campo nella battaglia di Santiago. L’Italia si prende la rivincita con il Cile (2-0 all’esordio), perde la seconda contro l’Unione Sovietica e si prepara a una passeggiata con i nordcoreani. Janich ha assistito alle prime due gare dalla panchina, ma è pronto a giocare la terza. Per una passeggiata, dicevamo. Invece no, perché la Corea del Nord (“Corrono e corrono, sembrano Ridolini”, nelle parole di Valcareggi, secondo di Fabbri) fa il miracolo e Pak Doo Ik ci butta fuori. “I migliori contro la Corea fummo io e Spartaco Landini. È chiaro che, se in una partita in cui gioca gente come Mazzola, Rivera e Facchetti, i migliori sono Janich e Landini, va a finire che perdi”. Sì, meglio scherzarci su. Il difensore chiude lì la sua storia con l’Italia, sei presenze in tutto. Come detto, solo due quelle ai Mondiali, due partite molto particolari, però: “Beh, la ringrazio perché ha usato un eufemismo –rispondeva con ironia l’ex libero bolognese a Lorenzo Longhi-. Comunque, a dire il vero quella Corea tanto sprovveduta non era: passò il turno e segnò tre reti al Portogallo, che alla fine arrivò terzo ma quel giorno si salvò solo grazie ad un grandissimo Eusebio vincendo 5-3. Peccato solo che, ai Mondiali del 2002, l’Italia abbia perso contro al Corea del Sud, in qualche modo eguagliando noi del ’66. Adesso, siamo inflazionati: c’è troppa gente a cui chiedere cosa si prova a perdere contro i coreani”.


EDIT. Scrive Giuseppe Pastore: “(Janich era anche) l’uomo che vantava il record del maggior numero di presenze in serie A senza mai segnare: 425 partite, zero gol (tra i giocatori in attività il più vicino è Hysaj, 175 partite, zero gol)“.


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