COVID-19: Mancini avrà un’Italia a (piccoli) pezzi

I ripetuti stop delle Asl regionali stanno complicando parecchio il lavoro di Mancini (in isolamento: possibile arrivo a Coverciano giovedì) in vista delle ultime tre gare degli Azzurri del 2020 (con Estonia, Polonia e Bosnia Erzegovina). La Asl toscana ha impedito a 13 giocatori della Fiorentina, tra cui Biraghi e Castrovilli, di rispondere per almeno una settimana alle convocazioni delle rispettive Nazionali per la positività riscontrata a Josè Callejon, attualmente in isolamento, nei test effettuati alla fine della scorsa settimana. Stesso discorso per la Asl del Lazio, che, dopo aver accertato la positività di Dzeko, Immobile, Leiva e Strakosha, ha comunicato alle varie Federazioni nazionali che i calciatori della Roma e della Lazio “non potranno viaggiare, per rispettare il protocollo in vigore“. Quindi, oltre a Spinazzola, Mancini non avrà a disposizione anche Cristante, Lorenzo Pellegrini, Mancini, Acerbi e Immobile. Decisione identica anche per l’Asl dell’Emilia Romagna, che ha bloccato i giocatori del Sassuolo (positivi Djuricic, Ricci e Haraslin). Ciò significa che il ct dovrà fare a meno anche di Locatelli, Berardi e Caputo. Per loro, l’isolamento fiduciario dovrebbe completarsi martedì. L’indicazione data all’Inter, invece, è che i giocatori possano raggiungere i ritiri delle Nazionali solo con mezzi privati (auto e aerei). Si complica, in questo modo, la partenza dei sudamericani ma è probabile che la Asl competente intervenga a ore con disposizioni diverse. Insomma, tempi duri per il Mancio (in panca, contro l’Estonia, ci sarà Evani): oltre a tutti i problemi legati al Covid, il ct ha perso per infortunio Ogbonna e, probabilmente, Romagnoli, che si è fermato ieri sera prima di Milan-Verona. Mancini ha convocato Bastoni e Ferrari come sostituti, oltre a Zaccagni.

Riassumendo, questi sono 18 Azzurri attesi in queste ore a Coverciano: Belotti, Bernardeschi, Calabria, Cragno, Criscito, Di Lorenzo, El Shaarawy, Emerson, Gagliardini, Grifo, Lasagna, Orsolini, Pellegri, Luca Pellegrini, Pessina, Sirigu, Soriano e Tonali; domani sera, arriveranno gli 8 già dispensati dai primi due giorni di ritiro (Bonucci, Chiesa, Donnarumma, Florenzi, Insigne, Jorginho, Kean e Meret) più i 3 del Sassuolo (Berardi, Caputo e Locatelli). Restano ancora in isolamento fiduciario Acerbi, Barella, Biraghi, Castrovilli, Cristante, D’Ambrosio, Immobile, Mancini, Lorenzo Pellegrini e Spinazzola (comunque uscito per infortunio in Genoa-Roma). Nonostante questo, proviamo a tirarci su: “gli interisti dovrebbero –sempre secondo la Gazza– essere equiparati ai compagni già partiti (Lukaku, Lautaro…) e per i viola si tratterebbe solo di passare dalla bolla della Fiorentina a quella azzurra“.

Intanto, come era ovvio aspettarsi, le decisioni delle varie Asl hanno scatenato la polemica, spingendo anche l’ad dell’Inter Beppe Marotta a chiedere l’intervento del ministro dello sport Spadafora: “C’è un forte rammarico: invoco l’intervento del ministero dello sport. Questa situazione è iniqua, porta a un’alterazione della regolarità delle competizioni. È assurdo che le Asl si comportino in modo diverso da Roma 1 o Roma 2, o da Milano a Firenze. Fermo restando che ci sono i protocolli rigidi e che giustamente tutti dobbiamo rispettarli, c’è la zona d’ombra nella mancanza di centralità di questa gestione: e ogni Asl diventa centrale nella gestione dei club. Diventa ancor più di rilievo il mio allarme di qualche giorno fa, con la richiesta di ridurre gli impegni delle Nazionali“.

E la Uefa? Beh, a Nyon sostengono di aver perso circa 250 milioni rinviando l’Europeo e che, di conseguenza, la Nation League sarebbe indifferibile. “Rischi infortuni e pandemia secondari -commenta Marco Bellinazzo-. Poco da meravigliarsi se presto o tardi chi paga gli ingaggi ai calciatori nei club sia tentato da nuovi format autonomi“. Infatti, format a parte, sembra che qualcuno abbia già iniziato ad alzare la voce: il Werder Brema, forte del regolamento Fifa in merito all’autoisolamento precauzionale contro il coronavirus, ha deciso di non far partire i suoi tesserati per le partite internazionali all’estero a novembre. “Non è escluso –scrive Repubblica– che altre società europee seguano l’esempio“. (“Non è escluso”!? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH, mi stupisce vedere con quanto ritardo si stiano muovendo tutti gli altri club, piuttosto).

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